
L'amore e la relazione
Martedì 19 febbraio 2008
ore 14,15-17,00
(Ri)conoscersi nell'altro
A cura di Marcello Ghilardi

"Senza la categoria di reminiscenza o ripetizione, la vita intera svanisce in un rumore vuoto e inconsistente"
S. Kierkegaard, La ripetizione

Titolo: Se mi lasci ti cancello (Eternal Sunshine of the Spotless Mind)
Regia: Michel Gondry
Sceneggiatura: Charlie Kaufman
Fotografia: Ellen Kuras
Interpreti: Jim Carrey, Kate Winslet, Tom Wilkinson, Elijah Wood, Kirsten Dunst, Mark Ruffalo, Jane Adams, Thomas Jay Ryan, David Cross, Gerry Robert Byrne, Ryan Whitney, Debbon Ayer, Amir Ali Said, Brian Price, Paul Litowsky, Josh Flitter, Lola Daehler, Ellen Pompeo, Lauren Adler
Nazionalità: USA, 2004
Durata: 1h. 48'

- R. Barthes, Frammenti di un discorso amoroso [1977], tr. it., Einaudi, Torino 2001
- S. Kierkegaard, La ripetizione [1843], tr. it., Rizzoli, Milano 2000
- S. Kierkegaard, Timore e tremore [1843], tr. it., Mondadori, Milano 1997
- F. Nietzsche, Genealogia della morale [1887], tr. it., Adelphi, Milano 2002
- D.C. Dennet, D.R. Hofstadter, L'io della mente [1981], tr. it. Adelphi, Milano 1992

ULTERIORI CITAZIONI:
How happy is the blameless Vestal's lot!
The world forgetting, by the world forgot;
Eternal sunshine of the spotless mind!
Each pray'r accepted, and each wish resign'd.
Com'è felice il destino dell'incolpevole vestale!
Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
Eterno splendore della mente incontaminata!
Accettata ogni preghiera, rinunciato a ogni desiderio.
A. Pope, Eloise to Abelard (1717)
Noi non abbiamo alcuna idea dell'io. [...] Noi non siamo altro che fasci o collezioni di differenti percezioni che si susseguono con una inconcepibile rapidità, in un perpetuo flusso e movimento.
D. Hume, Trattato sulla natura umana, I, IV, 6,
in Opere filosofiche, I, p. 264.
Ciò, che viene ripetuto, è stato, altrimenti non potrebbe venire ripetuto; ma proprio il fatto che ciò è stato determina la novità della ripetizione. Dicendo che ogni conoscere è ricordare, I greci dicevano: «l'intera esistenza attuale è esistita». Dicendo che la vita è una ripetizione, si dice: «l'esistenza passata viene a esistere ora». Senza la categoria di reminiscenza o di ripetizione, la vita intera svanisce in un rumore vuoto e inconsistente.
S. Kierkegaard, La ripetizione, p. 35
Le nature profonde non perdono mai la memoria di se stesse e non divengono mai altro da quello che sono state. Dunque il cavaliere [della fede] si ricorderà d'ogni cosa. Ma quel suo ricordare è, appunto, il suo dolore.
S. Kierkegaard, Timore e tremore, p. 37
L'Incontro pone il soggetto amoroso (che è già estasiato) nello sbalordimento di chi si trova a vivere un fatto soprannaturale: l'amore appartiene alla sfera (dionisiaca) del Caso. (I due non si conoscono ancora. Bisogna quindi che si raccontino: «Ecco cosa sono». È il piacere narrativo, quello che al tempo stesso appaga e ritarda la conoscenza, quello che, in una parola, rilancia).
R. Barthes, Frammenti di un discorso amoroso, pp. 110-111
TEMI E PROBLEMI
Caso e necessità: quanto in un'esistenza dipende dal caso, e quanto sembra invece necessario e destinato ad accadere? In molti casi può sembrare che una catena causale coerente e irrefutabile sia, all'origine, dettata da un movimento o un evento fortuito, accidentale (l'incontro con una persona, la lettura di un libro, l'ascolto di una canzone). Ma possiamo essere sicuri che quell'evento sia davvero dovuto al caso, oppure esso si dimostra infine un anello all'interno di una catena necessaria di eventi, di cause e di effetti, talmente ampia da non essere percepita come tale?
Reale e immaginario: la materia tende ad assottigliarsi, a rarefarsi, il corpo si dematerializza e si decontestualizza. Il limite paradossale, a cui si tende, pare essere quello in cui il reale non può più nemmeno essere immaginato, perché è l'immagine stessa, il simulacro, a diventare il reale: l'immagine non trascende più la realtà, non la trasfigura o la sogna, perché ne è appunto la sua virtualità. Il reale si converte nell'immaginario, o ne viene fagocitato.
Identità, memoria e relazione: la conquista, vera o presunta, di una nuova identità è un dato di fatto che segna una tappa, uno scarto lungo un percorso evolutivo o in realtà l'identico e il diverso, l'io e l'altro, il passato e il presente, il reale e il virtuale sono soltanto fragili allucinazioni mentali? In che modo la nostra identità dipende o si lega alla nostra memoria? Se è vero che l'identità personale si costruisce e ricostruisce di continuo, senza potersi mai definire una volta per tutte o ridursi a una sostanza immutabile, allora la memoria è una dimensione necessaria per questo ininterrotto processo di (auto)edificazione dell'io. Se se perdono o se si cancellano parti di memoria, però, si resta la stessa persona di prima? Se non è così, in che modo si cambia, si è dunque un'altra persona? O ancora: esiste davvero un substrato - fosse anche fatto della materia della memoria - che ci permette di identificarci in modo assoluto e definitivo?
Scelta e relazione: è possibile distinguere sempre, nella costruzione e nel mantenimento di una relazione, tra le scelte consapevoli e gli atteggiamenti irriflessi che la determinano? Spesso le scelte compiute dipendono dalle relazioni che inttratteniamo con le persone e con il mondo; viceversa, spesso le relazioni che ci fanno vivere dipendono dalle scelte che compiamo. Quanto siamo - e quanto possiamo essere - consapevoli della struttura di questo rapporto di reciprocità? Sappiamo riconoscere anche nelle scelte sbagliate o dolorose la possibilità di una crescita, di una maturazione (nostra e altrui)?

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